La piana di Catania

La piana di Catania

Da Virgilio a Omero miti e leggende narrano gesta di eroi e ciclopi….

Arance e miti

Arance e miti - arancia rossa di sicilia

Arancia siciliana rossa Rosaria, naturale e succosa.

La Piana di Catania si estende per 430 km quadrati ed è la più estesa pianura siciliana e dell’Italia meridionale. E’ sovrastata dal vulcano Etna che rende il terreno particolarmente fertile e i suoi prodotti particolarmente ricchi in termini di gusto e produzione, soprattutto per quanto riguarda la coltivazione di agrumi, ed in particolare dell‘arancia a polpa rossa.

Vari miti girano intorno all’Etna, c’è chi sostiene che il vulcano sia nato dal mare, e chi invece lo vede come una colonna del cielo, una verità però è che in origine la Sicilia sia stata un arcipelago e che la Piana di Catania si estendeva da Caltagirone a Comiso, mentre le altre zone si trovavano ancora sotto il livello del mare.

La leggenda narra che a seguito di una eruzione violenta, che arrivò fino ai Nebrodi trasportando alghe e pesci morti, si formò il vulcano. Una folta vegetazione e l’insediamento di molte specie animali popolarono la zona fino all’arrivo dell’uomo che, convivendo con il vulcano e custodendone la storia, mediante miti e leggende tramandati nel tempo, contribuì allo sviluppo di questa zona.

Anche Virgilio contribuì a creare miti, narrando la morte di tre giganti che abitavano alle falde dell’Etna, uccisi da Apollo per vendicare la morte di suo figlio, da quel momento, le ombre di questi ciclopi vagano nei dintorni del vulcano costruendo fulmini per Zeus.

Anche Omero, considerando l’Etna simbolo del fuoco e territorio abitato da selvaggi e cannibali, prese spunto per descrivere Polifemo, conosciuto per la sua forza; proprio legato alle province di Aci (Acireale, Aci Catena, Aci Castello, Aci S. Antonio, Aci Bonaccorso, Aci Trezza, Aci S. Filippo), vive la leggenda della storia d’amore tra Aci e la ninfa Galatea che, respinto l’amore di Polifemo fu sorpresa con Aci scatenandone l’ira e la gelosia, portandolo a scagliare contro Aci un masso, uccidendolo, e facendo in modo che dal sangue di quest’ultimo nascesse un fiume, oggi sotterraneo, ma che riaffiora nei dintorni di Santa Maria la Scala dove vi è appunto una sorgente chiamata “u sangu di Jaci” (il sangue di Aci), dove, come vuole la leggenda, approdò Ulisse.

Come narrato nell’Odissea di Omero, Polifemo, figlio di Poseidone e della ninfa Toosa, abitava in una caverna della Sicilia, isola dei Ciclopi. Ulisse, al ritorno da Troia, naufragò in quella cavità e la esplorò con i suoi compagni in attesa che Polifemo rientrasse. Una volta rientrato Polifemo chiuse l’ingresso della caverna con un grosso masso, imprigionando Ulisse e i suoi compagni.

Accortosi degli intrusi ne divorò alcuni, promettendo ad Ulisse, (che disse a Polifemo di chiamarsi Nessuno), di divorarlo per ultimo.

Ulisse escogitò un piano per riuscire ad uscire dalla caverna insieme ai compagni che riuscirono a salvarsi: mentre il Ciclope dormiva dopo d’aver munto le pecore, ubriaco per il vino che Nessuno gli aveva fatto bere, Ulisse prese un tronco rovente e glielo cacciò nell’unico occhio che aveva in mezzo alla fronte, accecandolo.

Polifemo chiamò altri ciclopi in suo soccorso, ma gli stessi, sentendosi rispondere che Nessuno lo aveva accecato, se ne andarono. Ulisse e i compagni riuscirono così a fuggire legandosi sotto la pancia delle pecore. Polifemo li inseguì in preda all’ira e al dolore scagliando loro dei grossi massi che oggi vengono localizzati con i faraglioni di Aci Trezza.

Arance sicilia

Arance sicilia - agrumeti in sicilia

Gli agrumi della Piana di Catania sono succosi, gustosi ed hanno un gusto unico dovuto al micro-clima tipico della zona.

arance_Rosaria