L’arancia è da sempre uno dei frutti più studiati dai ricercatori internazionali per il suo possibile ruolo protettivo nei confronti di diverse malattie, come quelle cardiovascolari, il diabete e i tumori.

Ruolo che è stato confermato anche da un recente studio condotto dall’Istituto Mario Negri di Milano e pubblicato da Cancer Causes & Control.

I ricercatori dell’istituto milanese hanno analizzato vari studi caso-controllo confrontando, quindi, oggetti malati con soggetti primi di una determinata malattia. Si è riuscito a osservare, così, che gli agrumi avrebbero un ruolo protettivo nei confronti dei tumori dell’apparato digerente e delle alte vie respiratorie.

In particolare, il rischio di tumori del cavo orale e della faringe risultava del 53% inferiore in coloro che consumavano almeno quattro porzioni di agrumi a settimana, rispetto alle persone con i consumi più bassi (meno di una porzione a settimana).

I flavonoidi maggiormente presenti negli agrumi, come le antocianine che abbandonano nelle arance rosse, potrebbero spiegare queste osservazioni. Negli ultimi anni, diverse ricerche si sono occupate di questi composti e dei loro potenziali effetti protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari e dell’obesità. Da una delle più recenti, condotta dall’Università di Catania in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), è emerso come la somministrazione di succo di arancia rossa possa ridurre la deposizione di grasso nel fegato, producendo effetti positivi anche sulla riduzione dei trigliceridi e del colesterolo.

“Il succo di arancia rossa – spiega Lucilla Titta, ricercatrice Ieo e co-autrice dello studio – è risultato proteggere dall’obesità causata da una dieta ricca di grassi, modificando il metabolismo del tessuto adiposo. Per prevenire l’obesità e le malattie croniche si consiglia di far prevalere nell’alimentazione quotidiana cereali integrali, legumi, verdura,frutta e fra questa non dovrebbero mai mancare alimenti ricchi di antocianine, come learance rosse di Sicilia“.

Articolo tratto da La Stampa – ITALIA FRUIT NEWS